Tuesday, January 19, 2010

Mandiamoli a casa...

..i pregiudizi. Da una idea di Andrea Civati, non parente di Giuseppe, nasce l'idea di fare un prontuario.
Hanno collaborato Ernesto Maria Ruffini, Giuseppe Civati e lo stesso Andrea.
Lo trovate qui.  Anche questa e' una produzione della nostra rete, I banda larga.

Tuesday, January 5, 2010

Primo marzo di cittadinanza (G. Civati-L'Unita')


«L’amore che detta ogni legge», canta l’ultimo Lorenzo. Già. L’anno dell’amore e delle riforme, come no? Abbiamo, però, presto scoperto che l’amore “di governo” non è universale. La maggioranza è stata chiara: nessuna decisione a proposito della legge sulla cittadinanza prima delle Regionali. Come già per il nucleare, è il caso di rinviare: stranieri e impianti radioattivi possono nuocere alla campagna elettorale della destra, dividere le tribù, seminare scompiglio nella loro tetragona unità, dettata dall’adorazione del capo e garantita dal “dolce far niente” di questi due anni. Anche i Fini sembrano giustificare i mezzi. Qualcosa, invece, non molto lontano dalla politica, si muove. Perché i “luoghi comuni” non bastano più a una società che chiede soluzioni. Perché non ci si può fermare sulla soglia e, pensando a quel film nelle sale di questi tempi, Welcome, sul confine: bisogna entrare nel merito.
Ecco l’idea dello sciopero degli stranieri. Che parte da una domanda che tutti dovrebbero porsi, prima di tante altre: «Non volete immigrati tra i piedi? Benissimo: provare per credere. Che cosa accadrebbe se i 4 milioni di immigrati presenti in Italia incrociassero le braccia per un giorno? Se migliaia di infermieri, pizzaioli, muratori semplici e specializzati, saldatori, mulettisti, badanti, baby sitter, cassiere, capireparto, artisti, mediatori culturali ed educatori, addetti alle pulizie negli uffici, custodi e camerieri, centralinisti, magazzinieri, operatori informatici, insegnanti, medici… si fermassero tutti insieme?».
C’è un gruppo su Facebook (7000 adesioni in pochi giorni). C’è un blog (www.primomarzo2010.blogspot.com) con tutte le “istruzioni per l’uso”. C’è l’iniziativa di un gruppo di donne, guidato da Stefania Ragusa, Daimarely Quintero e Cristina Seynabou Sebastiani. Perché i democratici italiani, iscritti e simpatizzanti, non si mettono a disposizione di questo progetto? Perché, oltre al «soldato Sarubbi» (lasciato fin troppo solo in una battaglia decisiva), non ci si muove tutti-ma-proprio-tutti insieme, all’insegna di quell’alleanza tra vecchi e nuovi cittadini che non abbiamo mai praticato? Perché stiamo incredibilmente lasciando questo spazio di iniziativa ad altri, dimenticandoci che non c’è tema più costituzionale di questo? Come già in passato, mi si risponderà: così si perdono voti. Molto triste e tutto da dimostrare. Una cosa è certa: ci si guadagnerebbe in dignità. E si scoprirebbe magari quell’identità del Pd di cui spesso sentiamo parlare, nei congressi e nei dibattiti, e di cui si trova ancora troppo flebile respiro nella società italiana. Perché in nome della cittadinanza e del rispetto dei diritti di chi lavora, di chi produce il 10% del Pil, di chi paga le tasse (e non le può evadere, tra l’altro), di chi paga e pagherà la pensione anche a noi italiani, non ci mobilitiamo? Sarebbe bello, sarebbe democratico.

Saturday, January 2, 2010

Pisanu: un'altra proroga


Niente, cio' che facevo negli Stati Uniti, ovvero andare nei coffee shop a lavorare, grazie alla liberta' di avere l'accesso a Internet dovunque, non potro' farlo.
Io credo sia un limite pesante. Niente banda larga, niente wi-fi libero. Ne avevamo parlato qui.
Guido ci fa sapere che dobbiamo sorbirci un altro anno di proroga. Ecco la disposizione dalla gazzetta ufficiale.

Wednesday, December 30, 2009

Mille piazze: la piazza del Primo Marzo 2010


A volte bisogna provare a sfidare l'impossibile. A volte bisogna provare a pensare che anche 4 milioni di persone, almeno secondo le stime attuali, possano ribellarsi, possano pensare che non si debba essere sfruttati e additati per tutti i mali di questa Italia spesso incapace di integrare e armonizzare le parti attive.

In fondo, dobbiamo comprendere che il progresso della societa' non puo' non passare per la condivisione e l'apertura verso i nuovi elementi di cui si compone il nostro Paese e comprendere che tutto cio' non puo' che essere un bene.

La diversita' e' una ricchezza che molte nazioni piu' avanzate hanno imparato a sfruttare per migliorarsi. Una grande manifestazione nazionale sarebbe l'occasione giusta per far comprendere a molti che questa e' gia' una realta', che gia' oggi e' impossibile poter fare a meno del contributo degli immigrati.

Allora uniamoci, proviamo tutti insieme a mobilitarci, a far mobilitare queste persone, a farli sentire per cio' che sono, ovvero parte integrante del nostro tessuto sociale.

Qui trovate il gruppo Facebook, questo e' invece il gruppo romano.

Per iscriversi, mandare una email a primomarzo2010@gmail.com, mentre per il gruppo di Roma potrete rivolgervi a primomarzo2010roma@gmail.com.

Cosa fare ?
In questa fase potete aiutarci in vari modi:

a) segnalandoci la disponibilità a costituire dei comitati locali;
b) facendo conoscere l'iniziativa dentro e fuori internet;
c) trasmettendoci idee e proposte non solo sul Primo Marzo in senso stretto ma anche e soprattutto su come movimentare il periodo di tempo che ci separa da quella data;
d) segnalandoci la disponibilità a creare delle partnership con realtà locali già esistenti e organizzate.

Ricordiamo che il nostro obiettivo è organizzare, in coincidenza con la francese journée sans immigrés: 24h sans nous, una serie di iniziative nelle diverse città che rendano evidente all'opinione pubblica italiana quanto importante e determinante sia la presenza degli immigrati per la tenuta del Paese.

ps il manifesto dell'iniziativa e' stato modificato dall'originale solo perche' appoggiamo l'iniziativa.

Il web3.0

Quello che dicevo qualche giorno fa, su cio' che sara' internet. Il futuro non e' la rete, sono i servizi della rete.

Saturday, December 26, 2009

I video dell'iniziativa "Libera Rete in libero Stato





Qui invece il servizio del TG3

Thursday, December 24, 2009

Sono giorni dell'Ambaradan


Non volevo sottindere qualcosa di sconcio, ne' tantomeno menzionare il massiccio dell'Etiopia, ma nella stagione dell'amore tra una riforma condivisa e un regalo di Natale, soltanto sottolineare come uno dei soggetti di questi giorni sia stato Internet che qualcuno ha definito cosi.
Ebbene si, cari amici, non ve l'ho detto mai, ma io sono "vicino agli ambienti dei social network". A Natale devo fare questa confessione, ho provato a nascondervelo in tutti i modi, pero' adesso sento la necessita' di fare questa confessione. A Natale, sentirei di offendere quei 350 milioni di persone che sono iscritte a Facebook, se non riconoscessi che mi sento vicino a loto.
Sembra che gli ambienti del social network siano colpevoli del terrorismo piu' becero, simile a quello degli anni 70. Quindi, a tutti, smettetela con i "regali virtuali", noiosissimi e irritantissimi oggetti che sembrano colpire senza preavviso e soprattutto provocano dei danni ai denti e al setto nasale quando lanciati con violenza da un computer all'altro.

Per questo, dopo "Don't touch my net", ieri ci siamo lanciati noi in un'altra azione di terrorismo dimostrativo, per provare l'assoluta pericolosita' di Facebook e di internet, piu' in generale. Insieme ai ragazzi viola, insieme a Pippo Civati, a Alessandro Gilioli e Guido Scorza, ci siamo ritrovati a Piazza del Popolo, a costruire una rete simbolica che denunciasse la sciocchezza e il tentativo, questo si terroristico, di limitare la liberta' di espressione su Internet.
Ci hanno raggiunto anche Ignazio Marino, Sandro Gozi, Marco Pacciotti e Vincenzo Vita. Anche loro armati, anche loro a passeggiare tenendo un lembo della rete, pericolosissima si, perche' attenta al controllo a cui si vuole sottoporre tutta l'informazione senza comprendere che la rete e' un mezzo molto diverso, non e' come una condotta dell'acqua, e che o si e' un regime come la Cina o l'Iran, oppure e' impossibile controllare tutti i servizi. Perche' questo e' la rete, non il sistema passivo, ma i servizi che sono innumerevoli, e che, dunque, le informazioni comunque circolerebbero attraverso Freenet, per esempio, che consente di farle rimbalzare all'esterno senza possibilita' di controllo.
Pericolosi, perche' un manipolo di pazzi vicini agli ambienti del libero pensiero si e' ritrovato il 23 dicembre nella Roma che fa "scioppin", riuscendo a coinvolgere i passanti.
Lontano, verso altre persone, a centinaia di km, lancia un messaggio di democrazia, di opportunita' e di dissenso, senza alcuna organizzazione, tutto chiuso in quel piccolo mondo che e' l'ambaradan, soltanto in Italia 21 milioni di persone.
Buon Natale a tutti !


 
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